martedì 21 agosto 2007

Teatro officina sao paulo


sono stata a vedere uno spettacolo teatrale. non mi capita spesso, devo ammettere (come mancanza) perchè con cinema e con il teatro per vari trascorsi non ho un buon rapporto. E infatti lunedi sera ci son capitata per caso. Comunque sia. "O Assalto" in portoghese. Bello, davvero bello. I due attori hanno cavalcato la scena animandola con vibrazioni indimenticabili e con un'energia travolgente e riuscendo a dare visualizzazione fisica dei moti psicodrammatici che dovevano creare. comunque sia. sono una persona che difficilmente prova dell'attrazione profonda per qualcuno. ultimamente poi, sono un disastro. Di solito se accade che io provi attrazione per qualcuno, si rivela che: A) è infattibile (con tutta una gamma fantasiosissima di motivi vari ed eventuali) B) il soggetto è pazzo (idem some sopra) ho conosciuto le persone più strane, incontrato i peggio soggetti. All'inizio mi innamoravo perdutamente sempre e comunque. adesso quasi più (e questo è un bene). All'inizio mi concedevo assai facilmente. adesso assolutamente no (da quando ho capito un concetto che mi risultava ostico. tipo: io ho voglia di scopare con te. tu hai voglia di scopare con me. MA se io scopo con te, tu mi consideri una zoccola. credo che ci sia qualcosa di perverso in questo modo di ragionare ma tralasciamo) Quest'ultima cosa però tanto buona non è. perchè era uno dei miei pochi vizi (ebbene si, sono una ragazza perbene, non mi drogo e bevo solo di tanto in tanto quantità ridicole di alcool che mi riducono modello ghiaino post schiacciasassi). e perchè mi piaceva. insomma il sesso è bello (di far l'amore proprio non se ne parla nemmeno, troppa grazia) ma sto divagando. insomma dopo diverso tempo in cui solo alcuni strordinari soggetti (dico alcuni per non costringermi ad aprire gli occhi sul deprimente numero reale, concedetemelo, vi prego)mi avevano creato delle emozioni o simili (la primavera quest'anno ha ritardato il suo avvento probabilmente per spirito di compassione e solidarietà con la sottoscritta), ho provato dell'attrazione fisico-intellettuale per una persona. Uno degli attori, ovviamente. Altrettanto ovviamente non si è concluso niente per una serie di fantastiche conicidenze che non sto a spiegare in questa sede e direi alla fine meglio così. Ma ho gli ormoni che si sono svegliati e festeggiano da tre giorni, brindando e gridando al miracolo. direte: e quindi? e quindi... e quindi... che facessi da ricettacolo di personaggi ingestibili (in ogni accezione) lo sapevamo. che avessi una straordinaria predisposizione all'inusuale era già cosa nota. che, altresì, fossi incredibilmente portata all'autolesionismo nella scelta istintiva dei miei rapporti umani era appurato. ma addirittura questo è troppo. addirittura l'attore bisessuale brasiliano in partenza per la Francia la sera seguente (entro, ovviamente, il mio orario di lavoro) non me lo perdono. ho passato il limite. e voi basta festeggiare, posate i calici e tornate in letargo! sciò! 10/06/04

schok (devi farne di strada, bimbo, se vuoi scoprire come è fatto il mondo)


Ieri sono andata a votare. L'ho fatto perchè credo che i diritti così faticosamente conquistati acquisiscano ad honorem la carica di DOVERI. L'ho fatto perchè credo che sia a livello regionale che europeo fosse necessaria una presa di posizione ben definita. Votare CONTRO. Che strana esperienza. Votare CONTRO Berlusconi e il centro destra. Che io debba sprecare il mio voto per porre rimedio a una situazione insostenibile di governo mi lascia perplessa. Ho fatto politica fino da pischellina. Ero nota per essere piuttosto intransigente sulla purezza dell'ideologia e sull'azione politica. Non ho mai fatto politica per distruggere, sempre per creare, per realizzare l'ideologia nella realtà. a quasi 27 anni mi trovo a votare contro. e già questa non è una cosa che mi piaccia (poi in effetti ti guardi intorno e sei quasi contento. che ti puoi permettere di dire "ehi ho votato l'Ulivo ma SOLO perchè dobbiamo liberarci del centrodestra!" e ti slavi in corner. Pensate solo a dover ammettere di aver votato uno qualsiasi dei partiti in lizza senza una scusa. inorridisco). Ma comunque. Evito di sentire campagne elettorali. di guardare i manifesti. di accendere la radio. tutto questo per una sorta di necessaria anestesia mediatica. Per non aggravare ancor più la fantomatica crocetta. Solo un manifesto mi salta all'occhio. candidato: Cellai. Slogan: "Cellai per Firenze. La rabbia, il riscatto, l'orgoglio" la rabbia per cosa? il riscatto di chi? l'orgoglio perchè? no, perchè a parte di suonare molto fascista, secondo me è proprio insensato! Firenze è una cittadina di bottegai, ordinata, pulita a sufficienza, vivibile, arriva ad esesre noiosa da quanto è tranquilla e inquadrata. Nessuno è arrabbiato, semmai sono afflitti dalla naturale propensione toscana alla lamentela incondizionata ("oioi nini quest'anno la primavera proprio e la un vole arrivare. dio bonino sentimi lì che freddo, pare d'essere a befana" e due giorni dopo "madonnina che caldo e un si resiste, quest'anno l'è proprio tremendo gente mia..."). Chi chiede il riscatto? per cosa poi? da cosa il riscatto? funziona l'economia, pochissima disoccupazione, poca criminalità e in continua diminuzione. boh l'orgoglio...gente si parla di Firenze! e sbandierano Dante e Brunelelschi da quasi 700 anni! che credete un siano orgogliosi? che credete unno facciano pesare anche senza il nostro buon cellai? opperpiacere nini, e bisognerebbe ma falli smettere con tutto 'st'orgoglio, altro che! ma comunque quello che m'ha colpita di più (proprio shockata più che altro) è che in cabina elettorale mi son trovata a DOVER votare il sig. Matteo Renzi. Ora il sig. Renzi è un'ottima persona. Dedito, gentile, ottimo politico. e io posso dirlo. perchè io lo conosco bene. perchè il sig. Renzi veniva a scuola con me, al Regio Liceo Dante (Firenze) facevamo politica insieme...io alle primissime armi lui personaggio già da tempo affermato. Abbiamo partecipato ad assemblee, consigli di istituto, rinunioni del comitato studentesco. fa un certo effetto vederlo oggi in lista per l'Ulivo. già... specie perchè da "bambini" io mi presentavo con la "Lista di Sinistra" e lui... con CL Comunione e Liberazione. 14/06/04

Petriolo (torniamo alla sdolcinatezza preposta)


In sintonia totale con l'Universo. La mia pelle è chiara e la luna le scivola addosso come una carezza. La mia essenza si sublima, diviene vapore che crea misterioso giochi di ombre. Si confondono i miei lineamenti con la pietra lattea, levigata...sfumati dall'acqua che dolce e impetuosa inonda, avvolge, nasconde i miei brividi. Ho fatto, stasera, l'amore con l'Universo intero e con te. Dolce, dolce, naturale, sensuale abbandono. Ho aperto le braccia come per volare. Ho aperto le gambe per accoglierti, come brina notturna, come il solito vento, come vapore, come l'odore primitivo e acre che penetra sottopelle e nel cuore...e le acque fresche erano i tuoi occhi profondi e scuri. Mi sento straordinariamente bella stasera seduta a guardare sorgere la luna su questo scoglio. Attraverso i secoli, come l'acqua ha reso la pietra velluto, così la mia anima ha scoperto la tua. E qui, di nuovo sei mio diletto stasera, in questo ardito raggio di luce perlata, in questa nube d'effimero che si prende cura di me. Attraverso i secoli, come dalla terra sgorga il tepore della cascata, dal mio cuore appare, maestoso come un sovrano, Amore e prende possesso dei suoi dominii e diviene complicità, e diviene intesa, e diviene sintonia, e diviene condivisione e comprensione. Mi manchi adesso, di una nostalgia dolce e solo leggermente malinconica. Mi manchi tu che forse non esisti, che forse sei solo il fantasma di ricordi atavici... Nostalgia nasce da un regalo rimasto tra le mani poiché nessuno c'è a sorriderne, una poesia e questa luna stasera. La sensazione più bella è sentirsi parte del tutto è stare seduta su questo scoglio, nuda come nuda è la pietra e percepire secoli già vissuti su quello scoglio forse come acqua, forse come spirito. La sensazione più bella è che non c'è disperazione, perché sei qui, accanto a me.10/06/04

stelle e strisce: il carnevale della democrazia


non avrei voluto. lo giuro. avrei voluto che questo blog fosse SOLTANTO tremendamente smelenso come una vischiossissima melassa. IO volevo fare la donzella, scrivere versi zuccherosi e malinconici e abusare di immagini poetiche da acquerello. E c'ero quasi riuscita! volevo dare libero sfogo alla parte di me che usualmente viene ricacciata in modo assai brutale, volevo fare per un po’ la fanciulla devastata da drammi amorosi e simili, che parla con registri linguistici di stampo romanticheggiante alla Jacopo Ortis e che si crogiola in pseudo teorie fataliste di vago aroma new age.. “della guerra sono stanca ormai al lavoro di un tempo tornerei a un vestito da sposa o qualcosa di bianco per combattere questa mia vocazione al trionfo e al pianto” (L. Cohen, trad. F. De Andrè “Giovanna D’arco”) Niente. Non ci sono riuscita. È, infine, come resistere alla tentazione di cacciare una mosca ronzante dalle orecchie. Praticamente impossibile. Mi infastidiscono gli Stati Uniti (applausi sarcastici, sì lo so che non son l’unica ma perdinci se non posso nemmeno sfogarmi sul mio blog…eccheddiamine sgrunt!). Chiariamoci: io AMO gli Stati Uniti, ADORO gli Stati Uniti. Mi piacciono i paessaggi sconfinati, un sacco della musica che viene di là e i pomodori. Mi piace anche parecchio il prototipo di uomo “pellerossa”, ma quelli li hanno sterminati quasi tutti non è che sia rimasta tanta scelta. Il mio problema è che me li trovo in mezzo ad ogni piè sospinto. E mi fanno inciampare. E non è carino inciampare in un Mc Donald’s, perché puzza di quella puzza che ti rimane addosso anche quando ti sei rialzata e allontanata (che il mio fegato inizia a lanciarmi improperi di avviso come dire “oddio che odore! non avrai mica intenzione di mangiare quella roba?????” no, non ce l’ho l’intenzione di mangiare quella roba. Sono solo inciampata). Siamo nella terra del vino. Tutti lo sanno. Noi e la Francia (lasciamo fare che attualmente vano di moda i vini argentini e australiani. Ma la domanda “vino?” esige per lo meno una risposta “chianti!”. Sì, sono toscana. Da cosa l’avete capito?) . Eppure passeggiando per le strade di Firenze vedo posti con l’insegna “Wine Bar”. E inciampo. Inciampo ogni venerdì perché nessuno o quasi augura più “buon fine settimana”. Inciampo nel “week-end”. Inciampo nel “trend” e nel “cool”. Come disse un amico mio se non sai l’inglese non saprai mai nemmeno di essere sfigato. E questo è pur sempre un vantaggio. Insomma son fastidiosi peggio degli insetti (roba che bisogna stare attenti a non parlarne prima di andare a dormire che poi, come succede con i ragni, te li sogni addosso…tutti piccoli Bush che fanno sci d’acqua in campo azzurro aggrappati sorridenti a strisce rosse trainate da motoscafo stile Miami Vice a forma di stelletta. Oh mica riesci più a dormire sai, poi?) Il problema di fondo è che gli Stati Uniti soffrono di un incredibile complesso di inferiorità. Non è follia, ve lo assicuro. Ogni manuale di psicologia di base lo dice che chi soffre di complessi di inferiorità ha bisogno di imporsi sugli altri. Perché è convinto che altrimenti non verrebbe apprezzato. E così hanno fatto con i vari paesi e le varie culture, aiutati senza dubbio da una politica commerciale piuttosto ardita (e si sa, chi non risica non rosica) ma efficace: hanno cominciato scambiando forza lavoro con tessuti di mediocre produzione ma dai colori sgargiulini, oro con perline colorate, basi nato con coperte e cioccolato. E così via. Ora, in effetti, si è loro posto il problema medio oriente e mondo islamico. Perché l’Islam resiste. Non mi avventurerò in giudizi morali o simili, analizzo il fatto che la cultura islamica resiste a testa alta. E questo è fastidioso. È un fatto di principio. È fastidioso. Ancor più se consideriamo che là hanno petrolio in abbondanza. Fastidio. Tanto fastidio che si rende necessario prendere provvedimenti. Come una GUERRA PREVENTIVA. Dicesi “guerra preventiva” una guerra dichiarata per prevenire lo scoppio eventuale di una guerra. E perché dovrebbe scoppiare una guerra? Semplice. Perché gli arabi sono davvero malvagi. Pensate un po’: - si sono arrabbiati hanno fatto un monte di storie in Palestina solo perché gli abbiamo sottratto un pochina di terra per farci abitare il popolo eletto. Voglio dire, ma siete egoisti cazzo. Non si capisce come mai non vogliate dividere ciò che avete con altri meno fortunati di voi. Eh? Che dici? Che sono più ricchi? E che significa, son sempre figli del Signore! Eh? Avete religioni diverse? E capirai che gli fa, mica vi dovete sposare? Tsze…un monte di menate - si sono arrabbiati una cifra perché volevamo sfruttare loro e le risorse del loro paese a prezzi equi per noi. Pare non andassero bene. Non son mai contenti ‘sti morti di fame. E pure hanno la pretesa di governarsi, pensate un po’! - si sono arrabbiati anche perché alla fine siamo andati a portargli la democrazia. Pare non la volessero, che volessero gestirsi e che non c’avessero chiamati. Ingrati. E si son messi a fare i terroristi. Scorretti. E usano anche le armi che gli abbiamo venduto e le tecniche che gli abbiamo insegnato e infine anche i soldi che gli abbiamo versato! Scorretti davvero. Non si fa mica così E così via… Ora, il mio pensiero è semplice. Siamo andati in Iraq per cercare delle armi. Non c’erano. Ne abbiamo approfittato per farci sparare un po’ e per torturare simpaticamente un po’ di maledetti iraqueni. Tanto se lo meritano. Loro sono pochi rispetto a noi, sono incazzati perché insomma mica è carino ritrovarsi dall’oggi al domani in guerra, e si difendono alla maniera dei nostri partigiani. Lavorando nell’ombra e cercando di colpire quanto più possibile al cuore il nemico. La differenza tra partigiani e terroristi è che il partigiano opera nella sua terra e per difendersi, il terrorista opera indiscriminatamente e per attaccare. Mi chiedo perché chi fa saltare gli avamposti alleati in Iraq venga chiamato terrorista. Mi sa che è per lo stesso motivo che i pacifisti ultimamente vengon chiamati disobbedienti, mi sa che è per quello. E mi chiedo perché gli Stati Uniti compiono azioni e poi le fanno scontare alle vittime, quindi vittime due volte, e infine si irritino se le vittime reagiscono. È successo con gli indios È successo con gli ex schiavi africani È successo con l’islam. Gli Stati Uniti mi infastidiscono. 07/06/04

Giove di giovedì

OK. Faccio da ricettacolo. Mi hanno proposto un impego nelle maggiori aziende del mondo per la selezione del personale: se reagiscono clamorosamente bene alla mia presenza e mi si appiccicano sono indubitabilmente pazzi e poco affidabili. vabbè. Ieri sera, giovedì, torno a casa dopo una serataccia (che belli gli eufemismi sul quotidiano!). Arrivo nei dintorni di casa e ad un angolo in piena città c'è un tizio con un enorme telescopio. Penso: se non trovo posto troppo lontano gli chiedo cosa diavolo stia cercando di vedere che c'è più inquinamento luminoso che in Paradiso. Trovo posto DAVANTI al telescopio. "scusa...che guardi?" "le comete!" "le...comete...ahhhh" "sì! sono due, sono qua intorno, le sto cercando" "ma qui? con tutta 'sta luce?" "eh bè ma è solo per puntare bene il telescopio poi vado in montagna" "ahhhh" "ho attraversato anche la strada ma non le vedo, eppure devono essere qui!" sollevo gl occhi al cielo. è di un colore soffuso vicino al violaceo. Non vedresti una stella nemmeno avesse già bucato l'atmosfera. "vuoi vedere Giove?" "eh?" "Giove, vuoi vederlo? è quella stella là brillante!" effettivamente aguzzando la vista riesco a scorgere un'unica stella piuttosto luminescente "certo che voglio vederlo, grazie!" soddisfatto posiziona il telescopio e d'improvviso, incredibilmente mi trovo davanti una delle cose più belle che abbia mai visto. Il pianeta rosa e azzurro con due satelliti intorno che si muove sulla sua orbita a velocità impensata" il tipo continua a cercare le comete. Ride forte e non ascolta in evidente alterazione da alcool e sostanze psicotrope (come dicono i figli dei fiori che oggi hanno 50 anni e ancora i capelli lunghi). Gli do' la buona notte e m'allontano. D'umore assai migliore. Bel regalo...Giove...di giovedì! 21/05/04

Isola D'Elba


Sabbia finissima e un cielo ricamato di stelle. Il mare mi accoglie benevolente fresco e quasi materno. Fragore dolce di onde che cantano gesta antiche di Dei e Marinai e Pescatori per cullarmi nel sonno. Luci di lontano, La luna è tramontata presto lasciando spazio all’oscurità vanesia agghindata di tutto quell’argento sparso, finissima filigrana siderale. La miniera ha un non so che di violento. Tutto intorno la terra è scavata, tagliata, depredata. Il rosso ferro, come antica traccia di sangue sgorgato da ferite profonde e dolorose, arde al sole e nessuna vegetazione gli offre ristoro e tregua. La miniera ha un non so che di violento e vederla morente, distrutta dà un senso di impero caduto, di patetico mostro sconfitto e la sagoma barcollante è ormai solo l’ombra sconnessa della passata grandezza, Intorno, capre godono l’ombra negli anfratti della scogliera. Sbeffeggianti esserini dal lamento tremulo e dalle gambe esili, varcano le soglie dell’equilibrio spingendosi su costoni impervi di rocce scoscese appena spazzolate di erbe dai profumi inebrianti. Sotto, il mare, compensa la poca vegetazione con uno sfoggio carnevalesco di colori Nuoto vicino al fondo e mi sento totalmente a mio agio non fosse per quel dolorino tra petto e polmoni che mi ricorda che devo respirare. Mi sento molto sola, quello sì, e il mare consola. Il mare soltanto e non lo schiamazzo di voci familiari, l’organizzazione perfetta per la comodità in spiaggia o in barca. Vorrei far tacere le voci, bloccare i gesti, far sparire borse frigo e ombrelloni. Ho visto stelle cadenti anche quest’anno e anche quest’ano ho espresso lo stesso desiderio. Ma a San Lorenzo no. Non mi piace la notte di San Lorenzo, mi ricorda una notte non vissuta ma terribile. Quella canzone di De Gregori è molto efficace. A San Lorenzo vedo solo nubi scure, cariche di notte e d’elettricità. Mio babbo sembra molto felice qua. Diventa, a suo piacimento, marinaio e pescatore, muratore e boscaiolo. Mi guarda immergermi con orgoglio, mi fa guidare il gommone, siede con la sua pancetta e gli amici alla sera a bere vino o vodka fruttata. Dorme rumorosamente e si alza presto. Raramente lascia la colline per accondiscendere alla confusione estiva. Credo di assomigliargli più del previsto. Mia mamma ha dolcezze arretrate da sfogare, vorrebbe rivivermi bambina. Ha un modo di fare un po’ ostentato e disagio e nervosismo, non le piace la solitudine della collina. Si adopera in mille attenzioni e fa da mangiare. I vicini, amici, intorno sono dolmen d’infanzia. Mi sembra di scivolare giù, giù in fondo al tempo e rivedere quegli occhi e quei vis. I loro figli sono tutti fuori ed io, baluardo fragile di unione familiare, sono vezzeggiata alla nausea. Mamma vive per le offerte dei supermercati. Compra ciò di cui non ha bisogno purchè sappia d’averlo pagato meno. Oggi, come previsto, è stata una giornataccia triste, malinconica. Neppure il mare oggi…Mi accoglie senza amore, quasi indifferente, come fosse giustamente annoiato della mia insoddisfazione. Mi allontana costringendomi al sole, a riflettere su quanta bellezza abbia intorno. Si è alzato il vento stasera. Mare e vento e in mezzo io coccolata dai miei elementi e da una luna commovente. Mi vesto d’azzurro, azzurro non lo posso quasi più chiamare questo colore che ha perso la sua essenza di bambino…19/05/04

riflessioni sulla casualità malinconia da tardo pomeriggio


Signore e Signori...sono di formazione medievalistica e forse sarà per questo che non riesco a rinunciare alla concezione di una qualche sorta di provvidenza che mantiene in sè una ragione per ogni incontro ed ogni accadimento. ad oggi capisco bene perchè ho incontrato persone che si sono rivelate e continuano a rivelarsi fondamentali nella mia vita: chi m'ha insegnato il coraggio, chi l'ostinazione, chi mi ha offerto la possibilità di far girare la ruota della mia vita nel verso giusto...chi m'ha restituito una parte di me che avevo perduto, chi ha risvegliato la concretezza e chi il mio senso pratico. Qualcuno, più d'uno, nel bene e nel male, ha costretto la mia forza a presentarsi alle porte della mia coscienza e a farsi sentire. Non mi manca niente. Ho un lavoro, una casa, qualcosa per cui sognare e lavorare, una passione ostinata, amici inimitabili. Non mi manca quasi niente. Sono forte ed equilibrata, lo dicono tutti. come al mio passaggio risuonasse un "ooooooooh ma che donna forte". Non mi manca quasi niente, ma sento la mancanza della debolezza. O meglio, di debolezza ce n'è in abbondanza, mi manca la libertà di lasciarla fluire. Perchè non c'è nessuno che possa prendere il mio posto per un eventuale momento di debolezza, nessuno che controlli per me che non si bruci il pollo in forno ;-) orbene, mi piacerebbe capire a questo punto quale sia la ragione profonda di questa mia solitudine non scelta. Mi piacerebbe capire che senso ha, per il Destino o chi per lui, avermi resa consapevole di cosa sia l'Amore per poi negarmelo. perchè un senso lo deve pur avere. Per adesso ho capito solo una cosa: ogni volta che vorrei che ci fosse qualcuno a prendersi cura di me e quel qualcuno non c'è, e riesco a dormire lo stesso, e mi risveglio con la soddisfazione d'essere stata forte una volta di più, ecco, quella sensazione è una grandissima menzogna. Perchè non si è più forti, si è più chiusi... tra l'altro...l'immagine qui di seguito secondo me è l'emblema di come sia sfuggente ed illusoria la nostra percezione del sentimento con la A maiuscola. Chiunque ci vedrà due amanti...chiunque tranne i bambini che vedranno dei delfini...scrutare per credere 19/05/04