mercoledì 22 agosto 2007

C'è un'energia che...


...si chiama capoeira, o forse è solo "banalissimo" amore. So solo che poche voci possono arrivare a sembrare potentissime, anche vibrando di commozione, strindendo di nostalgia. So solo che a volte non c'è differenza tra un cerchio e un abbraccio, un cerchio che si stringe, un abbraccio che si fa più intenso. So solo che in certi momenti niente fa sentir meglio della sensazione di avere una famiglia, una famiglia speciale che non ci è toccata ma che ci siamo scelti, una famiglia grande enorme che pur da lontano riesce a caricare di bellezza e dolcezza quel famoso abbraccio, quel famoso cerchio. C'è un'energia che gira intorno e che tu senti, con certezza. Perchè è l'energia forte che la vita scaturisce anche quando è ferita, anche quando zoppica. E pur inferma continua in avanti, appoggiandosi all'affetto. bello, questo...vero, fratello? Così oggi io ti saluto, da lontano. 12/01/05

quello che si impara nella vita...


...Che tutto ciò che si può dire in certi casi è stupido, scontato o banale. Comunque inutile. Ma che a volte fa bene al cuore. ...che se lasci passare le occasioni per intessere legami, poi può essere che quelle occasioni non ti si ripresentino più. ...che i suddetti legami, se ben orditi, resistono a tutto. Ma proprio a tutto. ...che costruisci quasi sempre più di quanto tu ti renda conto d’aver costruito. ...che la mancanza è qualcosa che ti sorprende, lungo la strada, dove meno te l’aspetti ...che la fede forse, se e quando c’è, aiuta ma che è più bello pensare che l’amore basti ...che per compensare il vuoto niente serve se non lo stare stretti, stretti ...che la vita continua e che non sarebbe giusto il contrario. ...che un saluto senza un sorriso, seppur carico di nostalgia, non è un saluto. Boa viagem, camarada "Ma perché pria del tempo a sé Il mortale Invidierà l'illusion che spento Pur lo sofferma al limitar di Dite? Non vive ei forse anche sotterra, quando Gli sarà muta l'armonia del giorno, Se può destarla con soavi cure Nella mente de' suoi? Celeste è questa Corrispondenza d'amorosi sensi, Celeste dote è negli umani; e spesso Per lei si vive con l’amico estinto, E l'estinto con noi [...]" U. Foscolo 10/01/05

nuove, inattese scoperte: la poesia si fa strada tra i tavoli nella sala fumosa

"O Amore! le arti belle sono tue figlie; tu primo hai guidato su la terra la sacra poesia, solo alimento degli animali generosi che tramandano dalla solitudine i loro canti sovrumani sino alle più tarde generazioni, spronandole con le voci e co' pensieri spirati dal cielo ad altissime imprese: tu raccendi ne' nostri petti la sola virtù utile a' mortali, la Pietà, per cui sorride talvolta il labbro dell'infelice condannato ai sospiri: e per te rivive sempre il piacere fecondatore degli esseri, senza del quale tutto sarebbe caos e morte. Se tu fuggissi, la Terra diverrebbe ingrata; gli animali, nemici fra loro; il Sole, foco malefico; e il Mondo, pianto, terrore e distruzione universale. Adesso che l'anima mia risplende di un tuo raggio, io dimentico le mie sventure; io rido delle minacce della fortuna, e rinunzio alle lusinghe dell'avvenire" (U. Foscolo da "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", lettera del 15 maggio 1798)

il battito appassionato del mio cuore fu destato all'improvviso. poesia era la sua, dolce, soavemente cantata, narrata dal guardo profondo oscuro. e da allora quanta nostalgia ho provato, mio bene...eppur mi sento viva e lieta di tale sublime sentire . sarà che il tempo logora e l'oriuolo innesta sui polsi tremanti rendendoli saldi e impacciati nell'amore? Sarà che gli anni, passando uguali, incatenano l'emozione e sospingono alla sopravvivenza? poichè, leggero, nel portamento fiero - adesso - il pallido giovane e nobile nei tratti concede al quotidiano un giro di danza fantasioso, di parole inattese e inusuali e di modi delicati. con quanta cura tratti l'ardore! sublime tu lo riconosci e potente nella sua maestosità, con un sentire d'antico colore, d'indefinibile gusto, d'essenza preziosa. dorati, i ricci s'intessono di luce. mio giovane nuovo amico conserva, se puoi, e difendi quell'animo tuo delizioso dal trivio mondo, dall'avvilente quotidiano. Languido candore di poesia tra le labbra sottili, mèsci miele sulle consunte parole, sui sentimenti un tempo ricchi e potenti e ad oggi vestiti di stracci, pezzenti pietendo attenzioni negate. Poesia letta, recitata da chi l'ama s'agghinda di gemme e beltà. Sarò fortunata, mio giovane amico, se dalla voce tua schietta potrò udire, un giorno, i versi antichi degli animi grandi. 03/01/05

freschi sorrisi d'inizio anno nuovo e un po' di pensieri

ho salutato il 2005 levando una coppa di prosecco sulla pedana di un bancone, con gli avventori accalcati là in basso, come noi là dietro fossimo semidei, per far tintinnare i loro bicchieri con i nostri. I primi passi mossi nel 2005 sono stati maliziosi passi di merengue con mio cugino, sempre su quello strano magico palco, appena dietro una cortina di scintillanti bottiglie. Non male per una che istintivamente alla richiesta di un "sex on the beach" avrebbe risposto "torna quest'estate e ne riparliamo". 35enni pesanti come piombi in un'ebrezza che allentava le catene del loro essere goffi ma che non aggiungeva savoire faire. molte bevute, molti soldi ben sventolati. risate forti e modi grossolani. Arrivano in branco e in branco si muovono. rumorosi e appiccicosi. classici e amarognoli come un "Americano". 20enni freschi come sorrisi. arditi, cortesi, romantici. arrivano in branco ma intessono relazioni assolutamente singole. parlano piano, bevono, fanno complimenti e ballano. colorati come un cocktail ben decorato. in questi ultimi tre giorni, curiosamente, la mia mano destra è stata 4 volte sfiorata da inattesi baciamano. benchè i professionisti del bon ton inorridirebbero davanti all'ambientazione di questi gesti antichi (NON si tocca la mano con le labbra, NON lo si fa in posti pubblici che non siano teatro, NON lo si fa se non alle signore ecc.)l'effetto sortito è dei più piacevoli. Occhi vivi si inventano approcci, giocano a fare i cavalieri. e lasciateli giocare, per piacere, e lasciateci giocare. Un bell'inizio anno, non c'è che dire, che spero si riveli auspicio dei giorni a venire. pensieri sì, e neppur pochi: la mia forte nostalgia, certe mancanze, una certa sensazione di inadeguatezza al mondo, alla mia età, al mio paese, ai modi comuni. Ma, dopo cena, la musica sale e ti entra sotto la pelle e muove i muscoli in concerto. e visi, mani, labbra e occhi si affollano nel tuo sguardo in un quotidiano carnevale. Osservo un po' fuori, assaporando i particolari e mi sento viva. benvenuto, 2005. 03/01/05

madre di parto e di voler matrigna

Ho lasciato passare qualche giorno. perchè insieme alle onde defluissero i fiumi di parole - alcune belle, forti; altre disperate; altre ancora false e marce; altre ancora terribilmente scontate, come lo saranno le mie - spesi sulla "terribile catastrofe" (v. link in basso), sul maremoto. Potrei inveire contro la Natura crudele che si abbatte con la ferocia di cui è capace ciò che è tanto potente, sugli indifesi, sui disperati. e lo fa come un qualsiasi altro potente: scaricandosi sugli strati bassi della società, appena toccando (che poi questo "appena toccando" è relativo al numero incredibile di vittime. il dolore non ha classe sociale nè reddito) chi disponeva di mura solide e di rifugi sicuri. Ma in verità non credo che la Natura sia crudele, non credo che sia la "madre di parto e di voler matrigna" di Leopardiana memoria. Potrei anche annunciare, come molti han fatto, il punto di non ritorno, il momento in cui la Natura maltrattata, bisfrattata, sfruttata, derubata dall'Umanità finalmente alza la testa e si ribella. Ma avrebbe senso ribellarsi colpendo chi meno la danneggia? Credo non ci sia da cercare il senso, perchè credo che un senso non ci sia. Semplicemente, la Natura si erge indifferente davanti a tutto questo perchè in Lei la Morte e la Distruzione son momenti non così differenti dalla Vita e dalla Rinascita. Come l'Islandese capiamo, al momento della fine, che non c'è malvagità nelle catastrofi come non c'è bontà nei buoni raccolti. E allora cosa resta? cosa assegnamo ai protagonisti di questa storia senza lieto fine? Per coloro che il mare s'è portato via solo il dolore, il sentimento di una grossa ferita. Per coloro che son rimasti, che hanno visto morire, che hanno perduto tutto, il dolore non basta. ci vuole forza e speranza. ed è già più difficile. Per coloro che hanno guardato da lontano, agghiacciati e sconvolti un misero senso di impotenza e il livore che crea quella sequenza di immagini terrificanti. Per i giornalisti che hanno affrontato la notizia con umanità, un grazie che pesa, che ha consistenza. Per i giornalisti che hanno messo a lucro il dolore tutto il biasimo che sempre si son meritati. Per il mare, infine, per l'Oceano solo uno sguardo. Il tentativo di ricordarne la bellezza, il tentativo di scoprirne, adesso, la vita. 29/12/04

a 27 anni...

...mi trovo a fare l'apprendista barista per gentile concessione di mio cugino che si è votato, con il local suo, ad incrementare le mie scarse risorse finanziarie. è divertente. stai dietro la pedana e ti sembra d'essere un po' un attore, con tutti che ti guardano inevitabilmente dal basso verso l'alto. è un mestiere strano, ha una sua particolarissima quasi regale dignità. C'è, quasi ogni sera, un nugolo di ragazzini graziosissimi che diventano, in materia di complimenti, assai più fantasiosi e romantici del buon Don Giovanni: per mezzo dito di Ruhm in più diventi in pochi secondi la stella della notte, la barista più bella di Firenze, il delicato prezioso fiore del locale. come scambio non c'è male. comunque sia io questo mestiere non l'ho mai fatto e devo apprendere. Mio cugino, paziente e preciso mi illustra i segreti del perfetto apprendista barman. e quindi: il caffè si fa così, il latte lo monti così, queste le porzioni dei dolci, del ruhm, del whiskey, le birre alla spina le mesci in questo modo senza bolliccine, metti la schiuma così non si sgasa e tal birra in tal bicchiere e talaltra in talaltro e poi cosa? e poi i succhi, le bevande miste semialcoliche, le odiose redbull e poi? e poi i gelati, i frappè, la banana split... "Ale, come si prepara la banana split?" "dunque: prendi un banana la metti in una passerina..."

mio sguardo perplesso, leggermente allucinato, lui svelto mi mostra un piatto di forma ovaleggiante: "te lo giuro, te lo giuro non ti prendo in giro si chiama così!"

e impariamo anche questo mestiere va'... 28/12/04

vischio e vischiosità

vischio trasluce nelle sue bacche opalescenti, riflette il brillio intermittente delle strade vanitose nel loro sfarzo natalizio. vischio ai portoni interni delle case, vezzeggiato da grandi fiocchi rosso acceso, caldo e morbido. vischio che porti amore che protegga gli amanti nell'albeggiare del loro gioco di tenerezze. vischio nell'aria è il sussurro che un uomo si lascia sfuggire, nel pomeriggio terso e freddo di una piazza antica, un nome di donna: dolce e forte risuona e subito è rapito dal vento del nord che ne fa trionfo e gioia echeggiante. ma vischio mi inonda invadente, con la sua consistenza appiccicosa, e impietoso, scivola dentro di me avvolgendo,soffocando ogni sussulto dell'animo. affatica, rallenta e l'emozione e il pensiero arrancano per non lasciare il moto naturale a cui son votati. si chiama Tristezza, vischiosa tristezza, altrettanto opalescente quasi inafferrabile ancorchè inesorabile e densa. si lascia fluire e attutisce, imprigiona profumi, ingloba sapori, uniforma i colori. traspare dagli occhi un po' più spenti, di quel suo stesso colore d'inganno perlaceo. tutto è travolto, ovattato, invischiato. aspetterò le bacche cadere, il fiorire delle primule gialle.